I Google Fonts sono una collezione di caratteri open-source che Google ha sviluppato e messo a disposizione gratuitamente per l’utilizzo su siti web. Questi font di Google sono progettati per essere facili da integrare e utilizzare su qualsiasi sito web, offrendo una vasta gamma di stili e varianti che possono migliorare l’aspetto visivo dei contenuti online.
Perché Google ha sviluppato i Google Fonts?
Google ha sviluppato i Google Fonts per facilitare l’accesso a una varietà di font di alta qualità senza costi aggiuntivi e creare dei font moderni che rendessero più gradevoli i siti internet.
L’obiettivo principale era quello di migliorare l’esperienza utente sul web, offrendo una tipografia migliore e più accessibile a tutti. Questo è stato fatto per standardizzare e semplificare l’uso dei caratteri sul web, permettendo agli sviluppatori e ai designer di concentrarsi maggiormente sul design e meno sulla compatibilità dei font.
E’ consigliabile usare i Google fonts perché per ogni carattere consentono di selezionare diversi stili e pesi per differenziare meglio titoli e paragrafi migliorando la visibilità e la UX del sito.
Come fare il download dei Google Fonts per il tuo sito web
Ecco i passaggi per un corretto Google font download :
- Visita il sito: Vai su google.com/fonts.
- Scegli il font: Seleziona il carattere Google che desideri utilizzare. Sul sito Google mette a disposizione dei filtri per selezionare i font come la lingua, la tecnologia ed il sistema di scrittura
- Ottieni il link: Dopo aver scelto il font, Google ti fornirà un link HTML da includere nella tua pagina.
- Incorpora il link: Inserisci il link nella sezione
<head>del tuo documento HTML. - Utilizza il font: Applica il font nel tuo CSS usando la proprietà
font-family.
Differenza tra famiglie e categorie di caratteri
Facciamo innanzitutto una distinzione tra famiglie e categorie di caratteri:
Famiglie di font si riferiscono ai singoli set di caratteri che includono diverse varianti come peso (grassetto, normale), stile (corsivo, normale), e spesso anche estensione per diversi alfabeti. Ogni famiglia di font ha un nome unico, come “Roboto” o “Open Sans”, e include tutte le varianti di quel particolare font.
Categorie di font sono raggruppamenti più ampi basati sulle caratteristiche stilistiche e funzionali dei font. Ad esempio, le categorie comuni includono “Serif”, “Sans-serif”, “Display”, “Handwriting”, e “Monospace”. Le categorie aiutano a identificare rapidamente il tipo di font in base al loro uso o stile visivo.
I sistemi di scrittura dei Google Fonts
I sistemi di scrittura che compaiono nel menù a tendina sul sito di Google Fonts rappresentano i diversi alfabeti e script utilizzati per scrivere le lingue del mondo. Questi includono, ad esempio:
- Latino: usato per molte lingue europee come l’italiano, l’inglese, lo spagnolo.
- Cirillico: utilizzato in lingue come il russo, il bulgaro, il serbo.
- Greco: usato per la lingua greca.
- Arabo: per le lingue come l’arabo e l’urdu.
- Ebraico: per la lingua ebraica.
- Devanagari: utilizzato in lingue indiane come l’hindi e il marathi.
- Cinese, Giapponese, Coreano: per le rispettive lingue asiatiche.
Il menù a tendina consente di filtrare i font disponibili in base al sistema di scrittura supportato, facilitando la ricerca di caratteri tipografici adatti per specifiche lingue o regioni. Questo è particolarmente utile per i designer e gli sviluppatori che lavorano su progetti multilingue e necessitano di font che supportino caratteri non latini.
Ahom ad esempio è un antico sistema di scrittura utilizzato per la lingua Ahom, parlata storicamente nel regno di Ahom, nell’attuale stato di Assam, in India, tra il XIII e il XVIII secolo. L’alfabeto Ahom è di origine braminica e veniva utilizzato per registrare testi religiosi, storici e amministrativi. Anche se la lingua Ahom non è più parlata come lingua madre, ci sono sforzi per rivitalizzarla e preservare il suo patrimonio culturale.
Nel contesto di Google Fonts, l’inclusione di font che supportano gli alfabeti Adlam e Ahom permette agli utenti di creare contenuti digitali in queste lingue, facilitando la conservazione e la diffusione delle culture associate. Questo è particolarmente importante per comunità che lavorano per mantenere vive le loro tradizioni linguistiche e culturali nell’era digitale.
Quali sono le famiglie di font disponibili?
Google Fonts offre una vasta gamma di famiglie di font, che possono essere suddivise in diverse categorie principali basate sul loro stile e utilizzo.
Ecco una panoramica dei migliori font di Google per categoria:
Serif
I font serif sono caratterizzati da piccoli tratti alla fine delle lettere. Sono spesso utilizzati per testi lunghi e stampa tradizionale. Alcuni esempi popolari includono:
- Merriweather
- Playfair Display
- Lora
- Roboto Slab
- Noto Serif
Sans-Serif
I font sans-serif non hanno i tratti aggiuntivi alle estremità delle lettere, rendendoli ideali per il web e per i testi più moderni. Alcuni esempi comuni sono:
- Roboto
- Open Sans
- Lato
- Montserrat
- Raleway
- Noto Sans
Display
I font display sono progettati per essere utilizzati in grandi dimensioni, come titoli o pubblicità. Sono spesso più decorativi e unici. Alcuni esempi sono:
- Oswald
- Lobster
- Pacifico
- Abril Fatface
- Bebas Neue
Handwriting
I font handwriting imitano la scrittura a mano e possono aggiungere un tocco personale o creativo ai progetti. Esempi di questa categoria includono:
- Dancing Script
- Pacifico
- Amatic SC
- Indie Flower
- Shadows Into Light
Monospace
I font monospace hanno caratteri con larghezza fissa, ideali per codice o testi tecnici. Alcuni esempi sono:
- Roboto Mono
- Source Code Pro
- Inconsolata
- Courier Prime
- Space Mono
Script
I font script sono caratterizzati da un aspetto fluido e connesso, simile alla scrittura a mano in corsivo. Alcuni esempi includono:
- Great Vibes
- Alex Brush
- Pacifico
- Satisfy
- Allura
Cursive
Simile ai font script, ma spesso con un tocco più formale o calligrafico. Esempi di questa categoria includono:
- Dancing Script
- Cookie
- Tangerine
- Merienda
Altri font carini degni di nota
Google Fonts include anche alcune famiglie di font specificamente progettate per migliorare la leggibilità su schermi di piccole dimensioni o per lingue e alfabeti diversi, come:
- Noto: Disponibile in molte varianti per supportare una vasta gamma di lingue e script.
- Poppins: Font geometrico sans-serif, molto popolare per il web design moderno.
Puoi esplorare tutte queste famiglie di font e altre ancora visitando il sito google.com/fonts. La vasta gamma di font Google ti permette di trovare facilmente un carattere Google adatto a qualsiasi progetto di design o sviluppo web.
Esempio di codice che utilizza il Google font Roboto
<!DOCTYPE html>
<html lang="en">
<head>
<meta charset="UTF-8">
<meta name="viewport" content="width=device-width, initial-scale=1.0">
<link href="https://fonts.googleapis.com/css2?family=Roboto:wght@400;700&display=swap" rel="stylesheet">
<style>
body {
font-family: 'Roboto', sans-serif;
}
</style>
<title>Document</title>
</head>
<body>
<p>Hello, world!</p>
</body>
</html>
Quali sono i Google font più utilizzati sul web?
Ecco la classifica dei font più utilizzati su tutti i siti web mondiali:
Most Used Google Fonts on the Web
| Rank | Font Family | Category |
|---|---|---|
| 1 | Roboto | Sans-serif |
| 2 | Open Sans | Sans-serif |
| 3 | Lato | Sans-serif |
| 4 | Montserrat | Sans-serif |
| 5 | Oswald | Sans-serif |
| 6 | Source Sans Pro | Sans-serif |
| 7 | Slabo 27px | Serif |
| 8 | Raleway | Sans-serif |
| 9 | Poppins | Sans-serif |
| 10 | Roboto Condensed | Sans-serif |
Come scegliere i Google fonts?
Quando si tratta di scegliere i Google Fonts per un sito web, un web designer esperto di UX deve bilanciare estetica, leggibilità e performance. La selezione dei font non riguarda solo l’aspetto visivo, ma influisce profondamente sull’esperienza utente (UX) complessiva.
Prima di tutto, è cruciale considerare la leggibilità: il font deve essere chiaro e facilmente leggibile su tutti i dispositivi e schermi. Caratteri come “Roboto”, “Open Sans” e “Lato” sono spesso utilizzati perché offrono un’eccellente leggibilità grazie alle loro forme pulite e alle variazioni di peso.
La gerarchia tipografica è un altro aspetto chiave: l’utilizzo di una combinazione di font per titoli, sottotitoli e testo del corpo, come ad esempio “Playfair Display” per i titoli e “Source Sans Pro” per il corpo, può guidare l’utente nella lettura e migliorare la comprensione dei contenuti.
Dal punto di vista estetico, il font deve riflettere l’identità del brand. Ad esempio, un sito di e-commerce di moda potrebbe optare per un carattere elegante e moderno come “Montserrat” o “Raleway”, mentre un blog tecnico potrebbe preferire un font più neutro come “Roboto” o “Merriweather” per favorire la lettura prolungata.
È essenziale anche considerare secondo me l’ottimizzazione delle performance: troppi font o varianti di peso possono rallentare il caricamento delle pagine.
Pertanto, è consigliabile limitare il numero di famiglie tipografiche a due o tre e caricare solo i pesi e gli stili necessari per ridurre l’impatto sulle performance del sito.
Infine, testare sempre i font su diversi dispositivi e browser assicura che l’esperienza utente, la user experience sia coerente e piacevole ovunque.
Come scegliere le dimensioni
La scelta delle dimensioni dei font per un sito web è una componente cruciale della progettazione UX, poiché influisce direttamente sulla leggibilità, l’accessibilità e l’esperienza complessiva dell’utente. Quando si selezionano le dimensioni dei font, bisogna adottare un approccio equilibrato che tenga conto di diversi fattori chiave:
- Gerarchia Visiva e Struttura Tipografica: La dimensione dei font dovrebbe riflettere l’importanza del contenuto. I titoli principali (H1) dovrebbero avere una dimensione significativamente più grande rispetto al testo del corpo per creare una gerarchia visiva chiara. Ad esempio, un titolo H1 potrebbe essere impostato tra i 32px e i 48px, mentre i sottotitoli (H2, H3) possono variare tra i 24px e i 32px. Il testo del corpo dovrebbe essere compreso tra i 16px e i 18px per garantire una buona leggibilità.
- Leggibilità e Accessibilità: La dimensione dei font deve essere adeguata per garantire la leggibilità su schermi di diverse dimensioni. Il minimo raccomandato per il testo del corpo è di 16px, poiché dimensioni inferiori possono risultare difficili da leggere, specialmente su dispositivi mobili. Per migliorare l’accessibilità, è consigliabile utilizzare unità relative come “rem” o “em” anziché pixel fissi (px), poiché queste consentono al testo di adattarsi alle impostazioni di visualizzazione dell’utente, come il livello di zoom del browser o le preferenze di accessibilità.
- Compatibilità Multidispositivo: La dimensione del font deve essere flessibile per garantire una buona esperienza su desktop, tablet e mobile. Utilizzare unità relative consente una scalabilità migliore attraverso i media, facilitando la creazione di layout responsivi. In un design mobile-first, il testo del corpo può partire da 16px sui dispositivi mobili e aumentare leggermente sui dispositivi desktop per sfruttare la maggiore dimensione dello schermo.
- Spaziatura e Line Height: Oltre alla dimensione del font, la spaziatura tra le linee (line-height) è fondamentale per la leggibilità. Una regola empirica è impostare la spaziatura a 1.5 volte la dimensione del font per il testo del corpo, garantendo uno spazio sufficiente tra le righe e facilitando la lettura prolungata. Gli elementi di testo più grandi, come i titoli, possono avere una spaziatura ridotta (1.2–1.4) per mantenere una gerarchia visiva compatta.
- Test Utente e Iterazione: Non esiste una dimensione di font “perfetta” universale; è essenziale testare diverse opzioni con utenti reali per comprendere le loro preferenze e comfort visivo. Strumenti come Google Optimize o Hotjar possono essere utilizzati per eseguire A/B test e raccogliere feedback che guideranno le decisioni finali sulla tipografia.
Seguendo questi principi, è possibile stabilire una scala tipografica coerente che migliora l’esperienza utente, facilita la lettura e comunica efficacemente la gerarchia delle informazioni.
Come scegliere i colori dei font
La scelta dei colori dei font su un sito web non è solo una questione estetica, ma coinvolge direttamente l’accessibilità, la leggibilità e, in ultima analisi, anche il ranking SEO. Google e altri motori di ricerca danno sempre più importanza all’esperienza utente (UX) come fattore di ranking, e l’accessibilità è un elemento chiave di una buona UX.
Scelta dei Colori dei Font ecco gli elementi più importanti da considerare
- Contrasto e Leggibilità: Il contrasto tra il testo e lo sfondo è fondamentale per garantire che il contenuto sia facilmente leggibile da tutti gli utenti, comprese le persone con disabilità visive come la daltonia o la visione ridotta. Le linee guida WCAG (Web Content Accessibility Guidelines) raccomandano un rapporto di contrasto minimo di 4.5:1 per il testo normale e 3:1 per il testo di grandi dimensioni (18px e oltre). Utilizzare strumenti come il Contrast Checker di WebAIM aiuta a verificare che i colori scelti soddisfino questi requisiti, migliorando non solo l’accessibilità ma anche il tempo di permanenza degli utenti sul sito, un segnale positivo per il SEO.
- Scalabilità e Branding: I colori del font dovrebbero riflettere l’identità visiva del brand senza compromettere la leggibilità. Ad esempio, colori scuri su uno sfondo chiaro (come il classico nero su bianco) offrono il massimo contrasto e sono una scelta sicura per il testo del corpo. Per un design più dinamico, colori secondari e accenti possono essere utilizzati per titoli, sottotitoli o call-to-action, purché siano sufficientemente contrastanti rispetto allo sfondo.
- Accessibilità come Fattore di Ranking SEO: I motori di ricerca come Google premiano i siti web accessibili perché questi forniscono una migliore esperienza utente. Un sito con scelte di colore poco leggibili o che non rispettano gli standard di contrasto può vedere un aumento del bounce rate, cioè il tasso di abbandono degli utenti, che è un segnale negativo per il SEO. Al contrario, siti accessibili tendono a trattenere più a lungo i visitatori, migliorando metriche chiave come il tempo di permanenza e la frequenza di rimbalzo, che influenzano direttamente il ranking.
- Modalità Scura e Preferenze degli Utenti: Considerare l’implementazione di una modalità scura (dark mode) può migliorare l’accessibilità per alcuni utenti e rispondere a una tendenza crescente nelle interfacce digitali. Assicurarsi che i colori del testo rimangano accessibili anche in modalità scura è fondamentale. Ad esempio, il testo bianco su uno sfondo nero deve avere un contrasto sufficiente e può richiedere l’uso di un bianco più caldo (off-white) per ridurre l’affaticamento visivo.
- Uso Consistente dei Colori per la Gerarchia e le Emozioni: La coerenza nell’uso dei colori aiuta a costruire una gerarchia visiva efficace e a guidare l’attenzione dell’utente. Ad esempio, utilizzare un colore specifico per i titoli, un altro per i link e un altro ancora per i pulsanti aiuta a creare un’esperienza utente prevedibile e intuitiva. Inoltre, i colori possono evocare emozioni e influenzare il comportamento dell’utente: il blu è spesso associato a fiducia e sicurezza, il verde a crescita e stabilità, mentre il rosso può suggerire urgenza o attenzione.
Meglio tenere i Google Fonts esterni o interni?
Decidere se tenere i web fonts Google esterni o interni dipende da vari fattori:
- Esterni: Utilizzare i font Google direttamente dal loro CDN (Content Delivery Network) è la pratica più comune. Questo approccio offre diversi vantaggi, tra cui la riduzione del carico del server e l’uso di una cache globale che può accelerare il caricamento del sito per gli utenti che hanno già visitato altri siti che utilizzano lo stesso font Google.
- Interni: Integrare i fonts Google direttamente nel server del proprio sito può essere utile per migliorare le prestazioni in aree con accesso limitato a Internet o per mantenere il controllo completo sui tempi di caricamento. Tuttavia, questo può aumentare il carico del server e complicare la gestione dei file. Avere i font in locale è importante anche ai fini del GDPR. Ecco un tutorial completo per installarli senza cookie in cinque minuti sul tuo sito
Quali sono i font migliori per chi ha problemi di vista?
Quando si tratta di scegliere i font migliori per le persone con problemi di vista e per facilitare i tempi di lettura, ci sono alcuni fattori chiave da considerare: la leggibilità, il contrasto, e la chiarezza. Font semplici e ben distanziati tendono ad essere più facili da leggere. Ecco alcuni font raccomandati che sono noti per essere adatti a persone con problemi di vista:
Font Sans-Serif
- Arial: Un font sans-serif molto comune che è semplice e chiaro.
- Verdana: Progettato specificamente per lo schermo, con lettere larghe e ben distanziate.
- Tahoma: Simile a Verdana, ma con un design leggermente più stretto.
- Helvetica: Un font classico e pulito che è ampiamente utilizzato per la sua leggibilità.
- Open Sans: Un font sans-serif moderno e leggibile, spesso usato sul web.
Font Serif
- Georgia: Un font serif che è stato progettato per essere leggibile sullo schermo, con un design chiaro e ampio.
- Times New Roman: Classico e familiare, anche se può essere meno efficace di Georgia per la lettura sullo schermo.
Font per Dislessia
- OpenDyslexic: Un font open-source progettato specificamente per aumentare la leggibilità per le persone con dislessia. Ha lettere ponderate in modo univoco che impediscono la rotazione e l’inversione delle lettere.
- Dyslexie: Un altro font progettato per la dislessia, simile a OpenDyslexic, con modifiche alle forme delle lettere per migliorare la leggibilità.
Font a Larghezza Fissa (Monospace)
- Courier: Ogni lettera occupa lo stesso spazio orizzontale, il che può aiutare nella leggibilità per alcune persone.
- Source Code Pro: Un font monospace moderno e leggibile.
Consigli per la Leggibilità
- Contrasto: Utilizzare un alto contrasto tra il testo e lo sfondo. Testo nero su sfondo bianco è generalmente il migliore.
- Dimensione del Carattere: Utilizzare una dimensione del carattere sufficientemente grande (almeno 16px per il corpo del testo) per facilitare la lettura.
- Spaziatura: Assicurarsi che ci sia sufficiente spazio tra le linee di testo (line-height di almeno 1.5).
- Lunghezza delle Linee: Mantenere le linee di testo relativamente brevi (circa 60-70 caratteri per linea) per migliorare la leggibilità.
- Evita Tutto Maiuscolo: Il testo in tutto maiuscolo può essere difficile da leggere. Usa invece lettere minuscole e maiuscole secondo le convenzioni standard.
Tabella dei font raccomandati
Raccomandazioni di Font per Problemi Visivi e Facilità di Lettura
| Categoria | Nome del Font | Descrizione |
|---|---|---|
| Sans-Serif | Arial | Un comune font sans-serif che è semplice e chiaro. |
| Sans-Serif | Verdana | Progettato per lo schermo con lettere larghe e ben distanziate. |
| Sans-Serif | Tahoma | Simile a Verdana, ma leggermente più stretto. |
| Sans-Serif | Helvetica | Un font classico e pulito ampiamente utilizzato per la sua leggibilità. |
| Sans-Serif | Open Sans | Un font sans-serif moderno e leggibile, spesso usato sul web. |
| Serif | Georgia | Progettato per essere leggibile sullo schermo, con un design chiaro e ampio. |
| Serif | Times New Roman | Classico e familiare, anche se può essere meno efficace di Georgia per la lettura sullo schermo. |
| Dislessia | OpenDyslexic | Font open-source progettato per aumentare la leggibilità per le persone con dislessia. |
| Dislessia | Dyslexie | Un altro font progettato per la dislessia, con forme delle lettere uniche per migliorare la leggibilità. |
| Monospace | Courier | Ogni lettera occupa lo stesso spazio orizzontale, il che può aiutare nella leggibilità. |
| Monospace | Source Code Pro | Un font monospace moderno e leggibile. |
Cosa fare se uso Elementor?
Quando utilizzi Elementor, uno dei più popolari page builder per WordPress, l’integrazione dei Google Fonts può essere gestita facilmente direttamente dall’interfaccia del builder. Ecco come fare e alcuni suggerimenti su come ottimizzare l’uso dei Google Fonts in Elementor.
Come integrare i Google Fonts in Elementor
- Accesso alle Impostazioni di Elementor:
- Dal pannello di controllo di WordPress, vai su Elementor > Impostazioni.
- Configurazione dei Fonts:
- Vai alla scheda Generale.
- Qui troverai l’opzione per disabilitare i Google Fonts se desideri gestirli manualmente. Normalmente, questa opzione è abilitata per permettere a Elementor di caricare automaticamente i Google Fonts.
- Utilizzo dei Google Fonts nelle pagine:
- Apri la pagina o il post che vuoi modificare con Elementor.
- Quando aggiungi o modifichi un widget di testo, troverai un’opzione per scegliere il font sotto la scheda Stile.
- Seleziona Tipografia, e poi clicca su Famiglia del Font per aprire l’elenco dei Google Fonts disponibili.
- Scegli il carattere Google che desideri utilizzare. Ad esempio, puoi selezionare “Roboto” o “Open Sans” tra le opzioni.
Ottimizzare l’uso dei Google Fonts in Elementor
- Caricamento Condizionale:
- Elementor carica automaticamente i Google Fonts solo se utilizzati sulla pagina. Questo aiuta a ridurre i tempi di caricamento complessivi.
- Riduzione del Numero di Fonts:
- Cerca di limitare il numero di fonts Google utilizzati su un singolo sito per migliorare le prestazioni. Idealmente, utilizza uno o due fonts principali e le loro varianti (come grassetto o corsivo).
- Combina Font Varianti:
- Invece di caricare più font, sfrutta le varianti del carattere Google. Ad esempio, utilizza “Roboto” nelle varianti 400 (normale) e 700 (grassetto) invece di caricare due fonts distinti.
- Precaricamento dei Fonts:
- Se vuoi ulteriormente ottimizzare, considera di precaricare i fonts Google. Puoi aggiungere manualmente il codice al tuo tema per precaricare i fonts critici, migliorando così il tempo di caricamento iniziale della pagina.
Esterni o Interni?
Anche utilizzando Elementor, la scelta tra mantenere i fonts Google esterni o interni può influenzare le prestazioni del tuo sito:
- Esterni: Continuare a utilizzare i Google Fonts tramite il CDN di Google è la scelta più semplice e normalmente più veloce. Elementor gestisce bene questa integrazione e beneficia della cache globale dei fonts.
- Interni: Se desideri un controllo maggiore o hai specifici requisiti di privacy e sicurezza, puoi scaricare i fonts Google e ospitarli localmente sul tuo server. Elementor permette anche questa configurazione, ma richiede un po’ più di lavoro manuale.
Google font e le problematiche legate al GDPR
Google Fonts è una libreria di font open-source ampiamente utilizzata per migliorare l’estetica dei siti web. Tuttavia, l’uso di Google Fonts può sollevare preoccupazioni relative al GDPR (General Data Protection Regulation).
Quando un sito web carica font direttamente dai server di Google, l’indirizzo IP del visitatore viene automaticamente trasmesso a Google, configurando un potenziale trasferimento di dati personali a un’entità esterna senza il consenso esplicito dell’utente.
Questo può rappresentare una violazione del GDPR, che richiede che i dati personali siano trattati solo con il consenso informato dell’utente o con una base legale valida.
Se hai integrato uno dei font di Google Fonts sul tuo sito, questo potrebbe tracciare il comportamento degli utenti e quindi c’è bisogno di indicarlo nella privacy policy. In particolare:
- Se tu o i tuoi utenti siete in Europa, metti nella policy Google Ireland Limited come fornitore di servizi
- Se tu o i tuoi utenti avete sede al di fuori dell’Europa, allora aggiungi semplicemente Google LLC come fornitore di servizi.
Se tutte e due le situazioni riportate sopra si applicano al tuo caso, allora dovrai aggiungere entrambi i fornitori.
Per conformarsi al GDPR, è consigliabile ospitare i font localmente sul server del proprio sito, evitando così la condivisione non autorizzata di dati personali con terze parti.
L’unico problema però è che come abbiamo visto prima peggiorano i core web vitals.
Conviene aggiornare i Google Fonts?
Sì, è generalmente consigliabile aggiornare i Google Fonts per assicurarsi di beneficiare delle ultime migliorie in termini di prestazioni e compatibilità. Google aggiorna regolarmente i suoi caratteri per includere nuove varianti, correzioni di bug e miglioramenti della qualità.
Conclusione
L’utilizzo dei Google Fonts rappresenta un modo semplice ed efficace per migliorare la tipografia di un sito web. Sia che tu scelga di ospitare i font Google esternamente o internamente, l’importante è mantenere il sito aggiornato e ottimizzato. Visita google.com fonts per esplorare la vasta gamma di opzioni e trova il carattere Google perfetto per il tuo progetto. Con Google Fuentes e Google Font, hai accesso a una libreria incredibilmente diversificata che può adattarsi a qualsiasi stile o necessità di design.
