Una delle tecniche più rudimentali di chi cerca scorciatoie per aumentare la propria brand awareness rapidamente è quella di tentare la via della creazione di una pagina Wikipedia per se stesso e per la propria attività.
Con una pagina Wikipedia ci vogliono pochi giorni per ottenere un knowledge panel di Google.
Wikipedia è una fonte di informazioni preziosa, ma può essere un rischio per la brand reputation. Scopri perché è meglio non avere una pagina Wikipedia per il tuo marchio.
Come ho raccontato nel mio libro la spunta blu, in passato ho provato personalmente questa scorciatoia che mi ha portato molti più danni che benefici, ma come si dice, sbagliando si impara.
Che cos’è Wikipedia?
Wikipedia è una enciclopedia libera che non va forzata per scopi promozionali.
Perché Wikipedia è inutile per la brand reputation?
Quando finisci su Wikipedia e ci resti senza essere cancellato dal moderatore di turno è perchè sei un brand già consolidato e quindi non ti serve per accrescere la tua brand reputation.
Inoltre Wikipedia, essendo modificabile da chiunque, potrebbe essere anche un’arma a doppio taglio.
Potrebbe essere utilizzata dalla concorrenza ad esempio per screditarti con notizie false.
Come più volte ho sottolineato, tutto il tuo ecosistema digitale deve ruotare attorno al tuo sito internet.
Anche i social network sono pericolosi perché per qualche stupido motivo potresti essere bannato, hackerato con qualche tecnica di phishing e perdere anni di prezioso lavoro.
Come avere una pagina Wikipedia in cinque minuti
Se proprio volete essere presenti su Wikipedia usate la sandbox del vostro profilo.
La sandbox è uno spazio personale assegnato a ogni utente registrato, in cui è possibile creare o testare una bozza di voce in totale sicurezza, senza rischiare la cancellazione immediata da parte dei moderatori. Tecnicamente si tratta di una sottopagina del proprio profilo utente — ad esempio: Utente:NomeUtente/Sandbox — che non appartiene al namespace principale dell’enciclopedia e quindi non compare nei risultati di ricerca interni di Wikipedia.
Ad esempio questa è la mia pagina Wikipedia in sandbox
Dal punto di vista SEO semantico, tuttavia, la sandbox può diventare un tassello importante nella costruzione dell’entity graph personale o aziendale.
Pur non essendo indicizzata in modo tradizionale da Google come una voce ufficiale, la sua URL rappresenta comunque un identificatore univoco associato al vostro account Wikipedia, utile a rafforzare la coerenza dell’entità “Person” o “Organization” nei motori di ricerca. Collegandola in modo strutturato al vostro sito ufficiale, al profilo LinkedIn e ad altri canali verificati (come YouTube o Crunchbase), potete creare un cluster di entità interconnesse che migliora la comprensione algoritmica della vostra identità digitale.
Inoltre, scrivere nella sandbox secondo le linee guida enciclopediche — fonti terze, tono neutro, assenza di promozione — vi consente di testare la notabilità del soggetto prima di proporre la pubblicazione ufficiale nel namespace principale. Se la bozza rispetta i criteri di enciclopedicità (copertura da fonti autorevoli e indipendenti, rilevanza pubblica documentata, riconoscimenti verificabili), può essere successivamente revisionata e approvata dai wikipediani esperti per diventare una voce stabile.
In sintesi, usare la sandbox non serve solo a “mettere in sicurezza” un contenuto, ma anche a integrare Wikipedia nel proprio ecosistema semantico, migliorando il trust graph complessivo dell’entità e riducendo il rischio di cancellazione per autopromozione.
Per ulteriori dettagli sull’argomento, ascolta la diciottesima puntata del mio podcast Microkast
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