Marco Ilardi CEO di Micropedia

Portatore sano di tecnologia nelle piccole e medie imprese e nel settore Horeca

Quali sono le fonti del Knowledge Graph di Google?

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fonti del knowledge graph google
Sommario
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Marco Ilardi
Marco Ilardi, nato a Napoli il 12/5/1970, è un imprenditore digitale CEO di Micropedia, uno sviluppatore di software su misura ed app mobile personalizzate, uno scrittore, un blogger ed un seo specialist esperto di knowledge panel di Google.
L’articolo analizza in modo approfondito da dove Google attinge le informazioni che alimentano il Knowledge Graph e che appaiono nei Knowledge Panel. Spiega che, oltre a Wikipedia, Google integra dati provenienti da fonti istituzionali, database professionali, media autorevoli e profili verificati, valutandone autorevolezza, coerenza e pertinenza semantica.

Il Knowledge Graph è il cuore semantico dell’ecosistema di ricerca di Google.
È il sistema che consente al motore di comprendere le relazioni tra persone, aziende, luoghi, eventi e concetti, permettendo di mostrare nei risultati informazioni sintetiche e interconnesse come i Knowledge Panel.

Ma da dove provengono esattamente i dati che alimentano il Knowledge Graph?
E quali sono le fonti reali da cui Google attinge per costruire e aggiornare le sue entità, al di là della celebre Wikipedia?
In questo articolo analizziamo in profondità le origini dei dati del Knowledge Graph, le fonti più autorevoli per ciascuna tipologia di informazione e le strategie per far sì che le proprie entità vengano riconosciute in modo corretto.

Cos’è il Knowledge Graph e come funziona

Il Knowledge Graph è una rete semantica di entità e relazioni: un sistema che collega concetti, persone, organizzazioni, prodotti, luoghi e fatti tra loro.

Molti lo confondono col knowledge panel ma sono due cose diverse che vi spiego qui


Google lo utilizza per organizzare la conoscenza in modo automatico, così da restituire risultati più pertinenti e informativi.

Questo è un aspetto importante perché nessuno può manipolare o generare un knowledge panel, chi vi vende un servizio del genere è un truffatore.

Quando cerchiamo “Elon Musk”, Google non si limita a leggere le parole della query: riconosce che si tratta di una persona collegata ad aziende come Tesla e SpaceX, a una data di nascita, a un luogo, a un ruolo professionale.

C’è un brevetto di Google che si occupa di tutto questo:

Providing knowledge panels with search results (US Patent US9268820)

Inventori: Aaron Bradshaw, Michael Curtiss, Amit Singhal (Google Inc.)
Depositato: 2012 – Concesso: 2015

Questo brevetto descrive come Google:

  1. Identifica entità menzionate in una query di ricerca (es. “Elon Musk” → entità Person).
  2. Determina un insieme di relazioni tra tale entità e altre nel Knowledge Graph (es. collegamenti a Organization come Tesla e SpaceX).
  3. Recupera attributi (date, luoghi, ruoli, immagini, descrizioni) da una base di conoscenza strutturata.
  4. Genera un “Knowledge Panel” dinamico, che mostra in SERP informazioni sintetiche basate su tali relazioni.

In pratica, questo è il brevetto fondativo del Knowledge Panel.


Descrive esattamente ciò che osserviamo quando cerchiamo “Elon Musk”: l’associazione automatica tra nome, biografia, ruoli aziendali, e altre entità correlate.


Queste informazioni vengono recuperate dal Knowledge Graph e visualizzate nel Knowledge Panel, la scheda informativa che appare nella parte destra dei risultati di ricerca.

Dietro ogni panel, però, c’è un ecosistema di fonti eterogenee che Google valuta, combina e normalizza per costruire un’entità attendibile.

Fonti ufficiali e istituzionali

Le fonti primarie e ufficiali sono quelle che Google considera più affidabili per i dati oggettivi: date, luoghi, cariche, registrazioni legali o statistiche.

Tra le principali fonti istituzionali troviamo:

  • Registri imprese e camere di commercio (es. registroimprese.it) per ruoli societari, sedi legali, fondatori e denominazioni ufficiali
  • Cerved, Infocamere, Orbis per dati economici e corporate verificati
  • Database governativi e open data (es. dati.gov.it, ISTAT, Eurostat) per dati territoriali e statistici
  • Gleif (Legal Entity Identifier) e OpenCorporates per aziende internazionali e multinazionali

Queste fonti costituiscono la base “legale” e “documentale” del Knowledge Graph.

Fonti enciclopediche e database autorevoli (oltre Wikipedia)

Wikipedia non è l’unico canale usato da Google per popolare il Knowledge Graph.

Non provate a creare una pagina su Wikipedia a meno che non abbiate vinto un premio Nobel prima o poi arriverà un ragazzino e ve la cancellerà statene certi. Chi vi offre un servizio di creazione pagine Wikipedia non ve lo dirà mai.

Non esiste solo Wikipedia anzi dagli aggiornamenti 2018 Google attinge anche da basi di conoscenza strutturate e tematiche come:

  • Wikidata, database semantico collegato ma indipendente da Wikipedia
  • Britannica.com, per biografie e argomenti storici
  • IMDb e TMDb, per professionisti del cinema, con dati su ruoli e date di nascita
  • Biografieonline.it, utile per personaggi pubblici italiani
  • Library of Congress o WorldCat, per autori e opere editoriali

Queste fonti forniscono informazioni in formati leggibili per macchine (RDF, JSON-LD, Schema.org), rendendole facilmente integrabili da Google.

Database business e professionali

Per imprenditori, manager e aziende, il Knowledge Graph si alimenta da database corporate e professionali, come:

  • LinkedIn, principale fonte di dati occupazionali e ruoli verificati
  • Crunchbase, fondamentale per startup, fondatori e investitori
  • Bloomberg, Reuters, PitchBook, Dun & Bradstreet, CB Insights per profili aziendali e finanziari
  • Cerved e OpenCorporates per struttura legale, sedi e management

La coerenza dei dati tra questi database e i profili ufficiali è un segnale cruciale per la fiducia del sistema di Google.

Fonti giornalistiche e media autorevoli

Le testate giornalistiche con elevata E-E-A-T (Expertise, Experience, Authoritativeness, Trustworthiness) hanno un ruolo chiave nella validazione dei fatti.
Articoli pubblicati su media come Il Sole 24 Ore, Forbes Italia, Wired, StartupItalia, Fortune o Corriere Innovazione possono rafforzare l’autorevolezza di un’entità.

Google considera particolarmente affidabili le menzioni che includono:

  • Nome completo
  • Ruolo professionale
  • Azienda di appartenenza
  • Località o sede

Anche interviste e podcast su canali YouTube verificati vengono interpretati come proof di notorietà e attendibilità.

Profili social verificati e canali ufficiali

I profili social verificati sono ulteriori ancore di identità per Google.
L’inclusione di collegamenti sameAs nel markup Schema.org consente di connettere il sito ufficiale a profili come:

  • LinkedIn, X (Twitter), Facebook, Instagram
  • YouTube, direttamente integrato nel Knowledge Graph
  • Google Business Profile, per le aziende locali o con sede fisica

La verifica dell’identità e la coerenza dei dati tra sito e profili social sono elementi essenziali per consolidare l’entità.

Come Google sceglie cosa mostrare nel Knowledge Panel

Non tutti i fatti presenti nel Knowledge Graph vengono visualizzati.
La selezione dipende da diversi fattori:

  • Affidabilità delle fonti: solo domini percepiti come autorevoli
  • Coerenza dei dati: conferme da più fonti indipendenti
  • Pertinenza rispetto alla query: dati rilevanti per l’intento di ricerca
  • Template dell’entità: persone, aziende o luoghi hanno schemi diversi

In caso di conflitti tra fonti, Google può omettere il dato o privilegiare la fonte più attendibile.

Come far riconoscere la propria entità a Google

Chi desidera far apparire un Knowledge Panel personale o aziendale deve costruire un ecosistema di segnali semantici coerenti.
I passi fondamentali sono:

  1. Markup Schema.org avanzato sul sito ufficiale (Person o Organization)
  2. Proprietà sameAs con collegamenti a profili verificati e directory autorevoli
  3. Presenza su database affidabili (Crunchbase, LinkedIn, Cerved, OpenCorporates, ecc.)
  4. Copertura editoriale su media con elevato trust (Forbes, Il Sole 24 Ore, Wired, ecc.)
  5. Claim del panel tramite Search Console o YouTube una volta apparso

Un ecosistema di fonti coerenti, verificabili e strutturate è il prerequisito per ottenere la piena riconoscibilità semantica nel Knowledge Graph.

Domande frequenti sul Knowledge Graph di Google

Come fa Google a sapere se una fonte è affidabile?
Valuta la reputazione del dominio, la qualità editoriale, la presenza di dati strutturati e la coerenza delle informazioni con altre fonti indipendenti.

Posso comparire nel Knowledge Graph senza Wikipedia?
Sì. Se esistono fonti autorevoli coerenti (sito ufficiale con markup, database business, media verificati) Google può creare un’entità indipendente da Wikipedia.

Quanto tempo serve per ottenere un Knowledge Panel?
Dipende dall’autorevolezza dell’entità e dalla coerenza delle fonti. In media, da alcune settimane a diversi mesi dopo che i segnali semantici sono consolidati.

Posso modificare le informazioni nel mio Knowledge Panel?
Sì, dopo averlo “reclamato” tramite il tuo account verificato (Search Console o YouTube). Le modifiche vengono approvate solo se supportate da fonti attendibili.

Conclusione

Le fonti del Knowledge Graph costituiscono una rete complessa di dati istituzionali, editoriali e semantici.
Oltre a Wikipedia, Google integra informazioni provenienti da registri ufficiali, database corporate, network professionali e media ad alta autorevolezza, filtrandole in base a qualità e coerenza.

Per imprenditori, brand e professionisti, il modo più efficace per comparire in un Knowledge Panel è costruire una presenza digitale verificabile, referenziata e semanticamente coerente.

Vuoi ottenere un Knowledge Panel per te o per la tua azienda?

Contattami per una consulenza personalizzata su come costruire e ottimizzare la tua presenza nel Knowledge Graph di Google.
Analizzerò il tuo profilo digitale, le fonti più adatte e le strategie per far riconoscere la tua entità in modo completo e autorevole.

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