Marco Ilardi CEO di Micropedia

Portatore sano di tecnologia nelle piccole e medie imprese e nel settore Horeca

Link building esterna ed interna per la SEO

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link building che cos'è e a che cosa serve per la seo
Sommario
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Marco Ilardi
Marco Ilardi, nato a Napoli il 12/5/1970, è un imprenditore digitale CEO di Micropedia, uno sviluppatore di software su misura ed app mobile personalizzate, uno scrittore, un blogger ed un seo specialist esperto di knowledge panel di Google.
La link building è una delle principali tecniche SEO per migliorare la reputazione di un sito web e si divide in link building esterna quindi off site e link building interna quindi on site vediamo cosa sono e come si mettono in pratica.

La link building SEO è una tecnica di posizionamento che consente di aumentare l’autorevolezza di un sito internet incrementando i collegamenti in entrata da altri siti esterni. Per Google, quanto più un sito viene linkato da fonti autorevoli, più è considerato affidabile e merita di occupare le prime posizioni nei motori di ricerca.

Questa affermazione è stata confermata dai dati emersi dal recente data leak di Google: fin dagli albori del motore di ricerca, il numero di link esterni era parte integrante del PageRank, l’algoritmo iniziale su cui si basava il posizionamento, ed era uno dei componenti fondamentali insieme all’anzianità del dominio.

Il data leak ha inoltre evidenziato che Google tiene conto del comportamento dell’utente che, dopo aver cliccato su un link, torna immediatamente alla pagina dei risultati — un segnale implicito di insoddisfazione che pesa negativamente sulla qualità percepita di quel link.

Il linking può avvenire sia dall’esterno verso il nostro sito (link building esterna) sia internamente (internal linking), attraverso cui possiamo dare maggiore peso ai contenuti cornerstone del nostro progetto. Vediamo nel dettaglio entrambe le strategie.

Link building esterna

La link building esterna consiste nell’ottenere backlink da altri siti verso il proprio. È il pilastro dell’autorevolezza di dominio agli occhi di Google e richiede un approccio strutturato e metodico per portare risultati concreti nel tempo.

Analisi del profilo backlink esistente

Prima di pianificare qualsiasi attività, è essenziale capire da dove si parte. Strumenti come Ahrefs, SeoZoom o Moz permettono di analizzare i link in entrata esistenti e di studiare i profili backlink dei principali concorrenti, identificando opportunità e siti di riferimento su cui puntare.

Creazione di contenuti linkabili

Il contenuto è la base di ogni strategia di acquisizione link. Occorre creare risorse uniche, informative e di alto valore che rispondano alle esigenze del pubblico target. I cosiddetti pillar content — articoli esaustivi su un determinato argomento — aumentano la probabilità di essere citati spontaneamente da altri siti, generando backlink naturali nel tempo.

Outreach e acquisizione attiva di backlink

L’acquisizione attiva di backlink passa attraverso diverse tecniche. L’email outreach consiste nell’inviare messaggi personalizzati ai webmaster spiegando il valore dei propri contenuti. Il guest posting prevede la pubblicazione di articoli su siti autorevoli in cambio di un link. Le Digital PR sfruttano comunicati stampa e collaborazioni con influencer per ottenere menzioni naturali da testate e magazine di settore. È importante anche registrarsi su directory di settore affidabili e su portali tematici pertinenti alla propria nicchia.

Qualità e naturalezza dei backlink

Non tutti i backlink hanno lo stesso valore. I link devono provenire da siti pertinenti alla propria tematica: un sito di informatica linkato da uno che parla di giocattoli può addirittura subire una penalizzazione. Il posto ideale dove ricevere un link è il corpo dell’articolo (body): i link in sidebar hanno poco peso e quelli nel footer possono essere controproducenti. Più è autorevole il sito che ci linka, maggiore sarà il beneficio per il nostro posizionamento.

Attenzione invece ai link a pagamento di bassa qualità: spesso provengono da reti artificiali, sono in lingua straniera e presentano sempre lo stesso anchor text. Quando Google rileva questi pattern si insospettisce, con il rischio concreto di una penalizzazione difficile da cui è difficile uscire.

Gli anchor text

Gli anchor text sono i testi cliccabili nei link e influenzano il modo in cui Google interpreta il contenuto della pagina linkata. Le tipologie principali sono:

  • Exact match: include la keyword esatta (es. “SEO avanzato”)
  • Partial match: include una variazione della keyword (es. “strategie SEO”)
  • Branded: utilizza il nome del brand
  • Generic: testi come “clicca qui”, meno efficaci per la SEO
  • Naked URL: il link è l’URL completo

La best practice prevede di usare sempre una varietà di anchor text per risultare naturali agli occhi di Google, evitando l’abuso di exact match che può portare a penalizzazioni.

Come fare link building con Marco Bruzzone Agency

Tra le piattaforme di link building più complete e professionali disponibili oggi sul mercato italiano, MB Agency di Marco Bruzzone si distingue per qualità del database, trasparenza operativa e un approccio strutturato che va ben oltre la semplice vendita di link.

La piattaforma mette a disposizione un catalogo di oltre 8.000 siti filtrabili per SEO score, authority, prezzo, tipologia di link e settore tematico. Ogni sito viene analizzato manualmente prima dell’inserimento: vengono valutate le metriche SEO, la qualità dei contenuti, lo storico del dominio e la coerenza tematica, garantendo uno standard elevato e l’assenza di network artificiali.

Il processo di acquisto è semplice: ci si iscrive gratuitamente, si consultano i siti disponibili con le relative metriche aggiornate, si aggiungono al carrello quelli scelti e si completa l’ordine. Una volta pubblicato il link, questo appare direttamente nel pannello personale con tutti i dettagli dell’URL. Il sistema invia anche notifiche automatiche via email quando vengono aggiunti nuovi siti o cambiano prezzi e condizioni, permettendo di anticipare i competitor nella selezione delle migliori opportunità.

La maggior parte delle pubblicazioni prevede link dofollow permanenti inseriti in articoli editoriali dedicati. Puoi scegliere sia l’URL di destinazione sia l’anchor text. Se non hai un articolo già pronto, il team interno di copywriting realizza contenuti ottimizzati SEO, coerenti con il sito ospitante e pensati per valorizzare il link in modo naturale. Il servizio è flessibile: si possono acquistare singoli link oppure costruire strategie continuative nel tempo, con supporto disponibile 24/7.

Monitorare i backlink con SeoZoom e il Backlink Monitor di MB Agency

Costruire un buon profilo backlink è solo metà del lavoro: è altrettanto importante monitorare nel tempo i link acquisiti. Una delle tattiche di Black Hat SEO prevede infatti di iniettare link spam verso i siti dei competitor per indurre una penalizzazione manuale da parte di Google. In questi casi è possibile ricorrere alla tecnica del disavow, segnalando direttamente a Google i link da ignorare.

Su SeoZoom, nella sezione Backlink > Dashboard backlink, è possibile visualizzare il numero totale di link in entrata, la suddivisione tra dofollow e nofollow, gli IP di riferimento per identificare circuiti artificiali e i domini sorgente. Per ogni singolo link è possibile valutarne l’autorevolezza, la provenienza geografica e l’anchor text specifico.

In alternativa, MB Agency offre gratuitamente a tutti gli iscritti il Backlink Monitor, un tool che controlla in modo automatico e continuativo qualsiasi backlink — non solo quelli acquistati sulla piattaforma — verificando in tempo reale se il link è dofollow, nofollow o se è stato rimosso. I controlli possono essere impostati ogni ora, ogni 6 ore, giornalieri o settimanali, oppure forzati manualmente in qualsiasi momento. Per chi gestisce campagne su più clienti o progetti, è uno strumento che fa risparmiare tempo ed elimina il rischio di perdere backlink preziosi senza accorgersene.

Link building interna

Una strategia di internal linking efficace è altrettanto cruciale per migliorare la navigabilità del sito, distribuire l’autorità tra le pagine e aiutare i crawler a comprendere la struttura e la gerarchia dei contenuti. Un sito con una buona alberatura e link interni ben distribuiti viene esplorato molto più rapidamente dai bot di Google.

Perché i link interni sono fondamentali

I link interni condividono il “link juice” tra le pagine, aiutando quelle meno autorevoli a guadagnare valore SEO. Migliorano l’esperienza di navigazione dell’utente, riducono la frequenza di rimbalzo e facilitano la scoperta di nuovi contenuti da parte dei motori di ricerca.

I contenuti cornerstone

I contenuti cornerstone sono gli articoli o le pagine pilastro del sito: risorse complete, approfondite e ottimizzate per le keyword principali del settore, aggiornate regolarmente. L’intera strategia di internal linking deve puntare a rafforzare questi contenuti, collegando ad essi tutti gli articoli correlati mediante anchor text descrittivi e pertinenti.

Come implementare la strategia di internal linking

Il primo passo è creare una mappa della struttura del sito per visualizzare come le pagine sono collegate tra loro e identificare i contenuti cornerstone. Da quel momento, ogni nuovo contenuto pubblicato deve includere almeno un link verso una pagina cornerstone e, dove possibile, riceverne uno da contenuti esistenti pertinenti.

Gli anchor text dei link interni devono essere sempre descrittivi ed evitare formule generiche come “clicca qui”. Occorre inoltre bilanciare il numero di link per pagina: né troppi né troppo pochi. Infine, è buona pratica monitorare l’impatto con Google Analytics e Search Console, aggiornando i collegamenti ogni volta che si modifica la struttura del sito.

Link building: quanto conta per l’autorevolezza del brand?

Dal recente data leak di Google è emerso che gli algoritmi attribuiscono grandissima importanza alla link building esterna da siti autorevoli per verificare la credibilità di un brand. Uno studio di Ivano Di Biasi ha stabilito che nelle prime tre posizioni per qualsiasi chiave di ricerca si trovano quasi sempre i tre siti più autorevoli, che da soli si aggiudicano il 45,46% di tutto il traffico disponibile.

Uno studio di Giorgio Taverniti ha inoltre sottolineato che i siti con meno di 1.000 backlink difficilmente riescono a entrare nella top 10 dei motori di ricerca. Dati che confermano come la link building — esterna e interna — sia oggi una delle leve più determinanti per chi vuole farsi spazio nelle SERP più competitive.

Per chi vuole approfondire la materia dal punto di vista teorico, il libro “Link Building” di Ivano Di Biasi rimane un testo di riferimento ancora attuale, con numerosi suggerimenti per pianificare campagne efficaci e durature nonostante sia stato pubblicato nel 2017.

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