Se hai mai pensato che parte del tuo tempo in ufficio viene sprecata in operazioni ripetitive — copiare dati da una piattaforma all’altra, rispondere manualmente alle stesse email, aggiornare fogli di calcolo a mano — allora questo articolo fa per te. Esiste uno strumento che può fare tutto questo al posto tuo, senza scrivere una sola riga di codice, e si chiama Make.
In questo articolo vedremo nel dettaglio cos’è Make, come funziona, quali applicazioni supporta, quanto costa e — soprattutto — come si può integrare con l’intelligenza artificiale per creare automazioni davvero potenti. Ho anche preparato un video tutorial pratico in cui mostro un esempio reale: un’automazione che legge le email da Gmail e genera automaticamente una bozza di risposta per il cliente usando Gemini AI.
Cos’è Make (ex Integromat)?
Make, conosciuto fino al 2022 come Integromat, è una piattaforma no-code pensata per automatizzare processi, flussi di lavoro e operazioni ripetitive, collegando tra loro centinaia di applicazioni e servizi online. In parole semplici: Make fa “parlare” le tue app tra di loro, senza che tu debba toccare nulla manualmente.
L’idea alla base è semplice ma potente. Ogni automazione in Make — chiamata scenario — è composta da un evento di partenza (il trigger) e da una o più azioni che seguono automaticamente. Quando si verifica una certa condizione, Make entra in azione ed esegue tutto il flusso che hai impostato, 24 ore su 24, 7 giorni su 7.
A differenza di altre piattaforme simili come Zapier, Make offre una maggiore flessibilità nella costruzione dei flussi, con un’interfaccia visuale a blocchi dove colleghi i moduli trascinandoli su una tela interattiva. Puoi aggiungere filtri, condizioni, router, cicli e persino chiamate HTTP a qualsiasi API esterna — tutto senza programmare.
Come funziona Make: scenari, trigger e moduli
Per capire Make è utile familiarizzare con qualche termine chiave.
Uno scenario è il nome che Make dà a ogni automazione. È il flusso di lavoro che costruisci visivamente sulla piattaforma. Ogni scenario parte da un trigger, ovvero un evento scatenante: può essere la ricezione di una nuova email, la compilazione di un modulo, l’aggiornamento di una riga in un foglio Google, un orario prestabilito, e così via.
Dopo il trigger seguono i moduli, cioè i blocchi che compongono lo scenario. Ogni modulo rappresenta un’azione su una specifica applicazione — ad esempio “leggi l’email”, “genera testo con l’AI”, “salva il file su Drive”, “invia una notifica su Slack”. Questi blocchi si collegano l’uno all’altro visivamente, e il dato prodotto dal primo modulo viene passato automaticamente al successivo.
Puoi anche inserire filtri tra un modulo e l’altro, in modo che l’automazione prosegua solo se si verificano certe condizioni. Ad esempio: “continua solo se il mittente dell’email è un cliente registrato” oppure “esegui questa azione solo se il valore della cella è maggiore di 100”.
Una volta costruito e attivato lo scenario, Make lo esegue in modo completamente autonomo secondo la frequenza che hai impostato — che può andare da ogni minuto (nei piani a pagamento) a ogni ora nei piani base.
Quali app e strumenti si possono collegare a Make?
Uno dei punti di forza di Make è l’enorme ecosistema di integrazioni. La piattaforma supporta oltre 3.000 applicazioni tra le più diffuse in ambito business, marketing, produttività e sviluppo. Ecco alcune delle categorie principali con esempi concreti.
| Categoria | Applicazioni supportate (esempi) |
|---|---|
| Email e comunicazione | Gmail, Outlook, SMTP, Slack, Telegram, WhatsApp Business |
| Intelligenza artificiale | OpenAI (ChatGPT), Google Gemini, Anthropic Claude, Mistral |
| CRM e vendite | HubSpot, Salesforce, Pipedrive, Zoho CRM |
| Produttività e project management | Notion, Trello, Asana, Monday.com, ClickUp |
| Archiviazione e documenti | Google Drive, Dropbox, OneDrive, Google Sheets, Airtable |
| E-commerce | Shopify, WooCommerce, Stripe, PayPal |
| Social media | Facebook, Instagram, LinkedIn, Twitter/X, YouTube |
| Sviluppo e API | Webhook, HTTP, JSON, XML, qualsiasi API REST |
| Marketing | Mailchimp, ActiveCampaign, Google Ads, Meta Ads |
Se un’applicazione non è presente nella libreria nativa, Make permette comunque di connettersi tramite webhook o moduli HTTP, rendendo praticamente illimitato il numero di servizi integrabili.
Esempi pratici di automazioni con Make
Per capire davvero la potenza di Make, il modo migliore è ragionare su casi concreti. Ecco alcune automazioni reali che aziende e professionisti utilizzano ogni giorno.
Gestione automatica delle email con AI. Ogni volta che arriva una nuova email su Gmail, Make la invia a un modello di intelligenza artificiale (come Gemini o ChatGPT) che analizza il contenuto e genera una bozza di risposta professionale. La risposta viene salvata in bozza su Gmail pronta per essere revisionata e inviata. Questo è esattamente ciò che mostro nel video in cima all’articolo: un’automazione che riduce drasticamente il tempo dedicato alla gestione della posta aziendale.
Sincronizzazione e-commerce. Ogni volta che un cliente acquista su uno shop Shopify, Make aggiorna automaticamente le scorte in magazzino, genera una fattura su un sistema contabile come Fatture in Cloud e invia un’email di conferma personalizzata al cliente. Tutto avviene in pochi secondi senza intervento umano.
Lead management automatico. Quando un nuovo utente compila un modulo di contatto su un sito web, Make lo inserisce nel CRM aziendale (ad esempio HubSpot), lo assegna al commerciale di riferimento, invia una notifica su Slack al team vendite e avvia una sequenza email di benvenuto su Mailchimp.
Reportistica automatica. Every giorno alle 8:00, Make raccoglie i dati di vendita da Shopify, i dati di traffico da Google Analytics e i dati pubblicitari da Meta Ads, li elabora e li inserisce automaticamente in un foglio Google condiviso con il management.
Pubblicazione multicanale dei contenuti. Quando carichi un nuovo post sul blog, Make lo condivide automaticamente sui social media aziendali, invia una notifica alla newsletter e aggiorna il calendario editoriale su Notion.
Make e l’intelligenza artificiale: il connubio del futuro
La vera rivoluzione degli ultimi anni è l’integrazione nativa di Make con i modelli di intelligenza artificiale. Fino a qualche tempo fa, Make era già un ottimo strumento per automatizzare flussi di lavoro basati su regole fisse. Oggi, con l’integrazione dei modelli AI, gli scenari diventano intelligenti: non eseguono solo compiti predefiniti, ma ragionano, classificano, riassumono, generano contenuti e prendono micro-decisioni all’interno del flusso.
Le integrazioni AI native su Make includono OpenAI (ChatGPT e GPT-4o), Google Gemini, Anthropic Claude e altri modelli via API. Dalla versione 2025, anche i piani Core possono collegare il proprio provider AI personale, usando la propria chiave API e pagando direttamente il fornitore di AI — senza costi aggiuntivi a carico di Make per i token consumati.
Questo apre scenari straordinari: puoi costruire flussi dove l’AI analizza documenti in arrivo, classifica richieste di assistenza, traduce contenuti in più lingue, genera testi personalizzati per ogni cliente, o estrae informazioni strutturate da email e PDF. Il tutto in automatico, integrato nel resto del tuo flusso operativo.
Make è gratuito? Quanto costa?
Make offre un piano gratuito permanente che include 1.000 crediti mensili e accesso illimitato alle integrazioni. Il piano gratuito è ideale per fare i primi test, esplorare la piattaforma e costruire automazioni semplici.
Per chi ha volumi maggiori o ha bisogno di esecuzioni più frequenti, esistono piani a pagamento. Il modello di prezzo di Make si basa su crediti (in precedenza chiamati “operazioni”): ogni azione eseguita da uno scenario consuma un certo numero di crediti, con le operazioni standard che consumano 1 credito e le azioni AI native che possono consumarne di più a seconda della complessità.
| Piano | Prezzo indicativo | Crediti mensili | Per chi è adatto |
|---|---|---|---|
| Free | €0/mese | 1.000 | Test e automazioni personali leggere |
| Core | ~€9/mese | 10.000 | Freelancer e piccole attività |
| Pro | ~€16/mese | 10.000+ | PMI con flussi complessi |
| Teams | ~€29/mese per utente | Maggiori volumi | Team aziendali con più utenti |
| Enterprise | Su richiesta | Custom | Grandi aziende con esigenze avanzate |
Un vantaggio importante rispetto a Zapier è che Make addebita i costi solo per le azioni effettivamente eseguite con successo, non per i semplici controlli o verifiche. Questo rende Make significativamente più economico per flussi con logiche condizionali complesse.
Come creare automazioni su Make: primi passi
Iniziare con Make non richiede competenze tecniche avanzate. La piattaforma funziona su browser, quindi è accessibile da qualsiasi sistema operativo — Windows, Mac, Linux — senza installare nulla.
Il primo passo è registrarsi su make.com e creare un account gratuito. Una volta dentro, si accede alla dashboard dove è possibile creare il primo scenario cliccando su “Crea un nuovo scenario”. Si apre l’editor visuale: una tela su cui trascinare i moduli e collegarli tra loro.
Si parte sempre scegliendo il modulo di trigger — ad esempio “Gmail: Guarda le email in arrivo” — e poi si aggiungono i moduli successivi uno per uno. Per ogni modulo, Make chiede di autenticarsi con l’applicazione corrispondente tramite OAuth o API key, in modo sicuro e senza condividere password.
Una volta costruito lo scenario si può testarlo manualmente per vedere se funziona correttamente, correggere eventuali errori, e poi attivarlo. Da quel momento in poi, Make lo esegue automaticamente secondo la frequenza impostata.
Nei prossimi video sul canale mostrerò altri esempi pratici di automazioni, dalle più semplici alle più avanzate con AI. Se non vuoi perderti i prossimi tutorial, iscriviti al canale.
Perché le aziende dovrebbero adottare Make oggi
Le automazioni non sono più un lusso riservato alle grandi imprese con reparti IT dedicati. Strumenti come Make hanno democratizzato l’automazione, mettendo nelle mani di chiunque — anche senza competenze di programmazione — la possibilità di eliminare il lavoro manuale e ripetitivo.
In un contesto in cui la produttività è sempre più legata alla capacità di lavorare in modo intelligente, saper costruire e gestire automazioni AI è una competenza che fa la differenza. Riduce i costi operativi, diminuisce gli errori umani, libera il team da compiti a basso valore aggiunto e permette di scalare le operazioni senza assumere nuovo personale.
Le aziende che investono oggi nell’automazione dei processi si trovano in un vantaggio competitivo concreto rispetto a chi continua a fare le cose “a mano”. E la barriera di ingresso non è mai stata così bassa.
Vuoi formare il tuo team sulle automazioni AI con Make?
Se sei un’azienda e vuoi imparare a costruire automazioni come quella mostrata in questo video — o vuoi portare queste competenze all’interno del tuo team — posso aiutarti con corsi pratici su misura, in presenza o da remoto.
Insieme esploreremo casi d’uso reali per il tuo settore, configureremo i primi scenari operativi e creeremo un percorso formativo personalizzato per migliorare la produttività della tua organizzazione.
Scrivimi a m.ilardi@micropedia.it per ricevere informazioni sui corsi disponibili e una consulenza iniziale gratuita.
Domande frequenti su Make
Make (ex Integromat) è una piattaforma no-code che permette di automatizzare processi aziendali e flussi di lavoro collegando oltre 3.000 applicazioni tra loro, senza scrivere codice. Gli utenti costruiscono “scenari” visivi in cui definiscono trigger e azioni che vengono eseguiti automaticamente.
Sì, Make offre un piano gratuito permanente con 1.000 crediti mensili che permette di creare scenari illimitati e collegarsi a tutte le applicazioni supportate. Per volumi maggiori sono disponibili piani a pagamento a partire da circa 9€ al mese.
I piani a pagamento di Make partono da circa 9€/mese per il piano Core (10.000 crediti mensili), fino al piano Teams a circa 29€/mese per utente. Esiste anche un piano Enterprise con prezzi personalizzati per grandi organizzazioni. I prezzi variano in base al numero di crediti necessari e possono essere consultati direttamente su make.com/pricing.
Make funziona interamente da browser, quindi non richiede alcuna installazione. Su Mac basta aprire il proprio browser preferito (Chrome, Safari, Firefox), accedere a make.com e creare un account. L’editor visuale per costruire gli scenari è accessibile direttamente dalla dashboard web, esattamente come su Windows o qualsiasi altro sistema operativo.
Dipende dalle esigenze. Make offre generalmente più flessibilità nella costruzione di flussi complessi e ha un modello di pricing più conveniente per automazioni con logiche condizionali. Zapier è spesso considerato più semplice per i principianti assoluti. Per chi vuole massima personalizzazione e controllo sui propri scenari, Make è la scelta preferita dalla maggior parte dei professionisti del settore.
Assolutamente sì. Make è progettato specificamente per essere usato senza competenze di programmazione. L’interfaccia visuale a blocchi permette di costruire automazioni anche molto complesse semplicemente trascinando e collegando moduli. Le conoscenze tecniche di base — come sapere cos’è un’API o come funzionano i webhook — sono un vantaggio ma non sono indispensabili per iniziare.
