Hai mai sentito parlare delle famigerate “Stalkwords” su Wikipedia? Se no, è probabile che tu non sia un vero avventuriero del web, perché queste parole tabù stanno suscitando polemiche e indignazione nella cosiddetta “enciclopedia libera”. Sì, stai leggendo bene: Wikipedia, l’antico tempio della conoscenza online, non è così liberale come sembra.

Le Stalkwords: Che cosa sono?
Le “Stalkwords” sono una serie di parole e frasi che, se inserite in un articolo Wikipedia, possono far scattare l’allarme della censura e portare all’immediato bando dell’utente che osa pronunciarle. Alcuni potrebbero dire che queste parole tabù sono necessarie per preservare la qualità e l’accuratezza delle informazioni su Wikipedia, ma altri vedono in esse un’ombra minacciosa sull’idea stessa di una “enciclopedia libera”.
Wikipedia: Un Paradiso Illusorio della Libera Espressione?
Quando pensiamo a Wikipedia, spesso immaginiamo una comunità globale di appassionati di conoscenza, lavorando insieme in perfetta armonia per condividere le loro sapienze con il mondo. Ma la realtà è molto più complessa. Le Stalkwords rappresentano una delle sfide più controverse di Wikipedia, mettendo in dubbio il suo status di “enciclopedia libera”.
Il Paradosso della Libertà a Wikipedia
Chiaramente, Wikipedia non è il selvaggio west dell’Internet, dove qualsiasi cosa va. Ma il problema qui è la percezione distorta: Wikipedia si presenta come un luogo dove le persone possono contribuire e collaborare liberamente, ma allo stesso tempo ha una serie di parole e frasi tabù che possono far finire chi le utilizza nell’angolo dei cattivi. È come se avessero una piccola milizia digitale che sorveglia ogni passo che fai.
L’Arbitrarietà delle Stalkwords
Una delle cose più frustranti delle Stalkwords è la loro arbitrarietà. Così, cosa può innescare il temuto ban su Wikipedia? Potrebbe essere qualsiasi cosa, da parole politicamente cariche a termini scientifici complessi. È come camminare su un campo minato linguistico. Un passo falso e… BOOM! Sei fuori.
Il Paradosso delle Stalkwords
Il paradosso delle Stalkwords è che Wikipedia afferma di essere “libera”, ma allo stesso tempo esercita un controllo feroce sulla lingua e sul contenuto. Chi controlla le Stalkwords? Chi decide cosa è accettabile e cosa no? E perché dovremmo chiamarla “enciclopedia libera” quando sembra più un’enclave di dittatura linguistica?
Un esempio pratico il mio nome e cognome
Un esempio pratico a supporto del caso è il mio nome e cognome: Marco Ilardi.
Come ho scritto anche nel mio libro La spunta blu, creare pagine Wikipedia per la propria brand reputation è una cosa da non fare assolutamente. Stessa cosa anche per un profilo Wikidata.
Questo perché malgrado tu abbia inserito centinaia di referenze anche di un certo profilo, link a profili accademici, pubblicazioni scientifiche di alto livello, hai scritto due libri, ricerca universitaria sei soggetto al giudizio di ragazzini che fanno i leoni da tastiera dietro un account amministratore Wikipedia.
Dal momento che sono capace di creare un knowledge panel di Google anche senza Wikipedia non ne sento assolutamente la mancanza.
Sul libro troverete le tecniche da utilizzare per incoraggiare l’algoritmo del knowledge graph di Google ad identificarvi come una entità nota e generare un knowledge panel come il mio.

Wikipedia, Un Luogo di Conoscenza o Controllo?
Finisco le mie osservazioni dicendo che secondo me le Stalkwords su Wikipedia gettano un’ombra sulla sua reputazione di “enciclopedia libera”.
Mentre la censura potrebbe essere giustificata in alcune circostanze, la sua applicazione arbitraria e la mancanza di trasparenza suscitano legittime preoccupazioni.
Wikipedia, ombra o realtà, è una questione che merita una riflessione approfondita da parte di tutti coloro che cercano la conoscenza online davvero libera e priva di censure.
Nel frattempo, tieniti alla larga dalle Stalkwords, amico lettore, se vuoi evitare di essere bandito da questo curioso mondo di conoscenza non libera ma ‘controllata’ che si chiama Wikipedia.
