Marco Ilardi CEO di Micropedia

Portatore sano di tecnologia nelle piccole e medie imprese e nel settore Horeca

Google Antigravity: cos’è e come funziona l’IDE agentico di Google

DiscoverCars.com
google antigravity guida
Sommario
Immagine di Marco Ilardi
Marco Ilardi
Marco Ilardi, nato a Napoli il 12/5/1970, è un imprenditore digitale CEO di Micropedia, uno sviluppatore di software su misura ed app mobile personalizzate, uno scrittore, un blogger ed un seo specialist esperto di knowledge panel di Google.
Google Antigravity porta lo sviluppo software verso un modello agent-first: gli agenti AI non si limitano a suggerire codice, ma possono pianificare, modificare file, utilizzare il terminale, controllare il browser e documentare il lavoro attraverso Artifacts verificabili. In questa guida analizziamo il funzionamento della piattaforma, le differenze tra Antigravity 2.0 e Antigravity IDE e il confronto con Claude Code.

Google Antigravity rappresenta un passaggio importante nell’evoluzione degli strumenti di programmazione basati sull’intelligenza artificiale. Non è soltanto un editor con un assistente capace di completare il codice: è una piattaforma progettata secondo una logica agent-first, nella quale uno o più agenti AI possono ricevere un obiettivo, pianificare il lavoro, intervenire sui file, eseguire comandi, utilizzare il browser e verificare il risultato.

Il cambiamento è sostanziale. Con gli assistenti di prima generazione il programmatore chiedeva una funzione o accettava un suggerimento. Con l’agentic coding, invece, descrive un risultato da ottenere e mantiene il controllo sulle decisioni, sulle modifiche e sulle verifiche prodotte dall’agente.

Nel video che accompagna questo articolo mostro l’interfaccia e analizzo le funzioni principali di Google Antigravity, con particolare attenzione agli Artifacts, all’Agentic QA e al confronto con Claude Code.

<div class=”video-container”> <iframe width=”560″ height=”315″ src=”https://www.youtube.com/embed/Q39jBWb3-4M” title=”Guida a Google Antigravity” frameborder=”0″ allow=”accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share” referrerpolicy=”strict-origin-when-cross-origin” allowfullscreen></iframe> </div>

Cos’è Google Antigravity

Google definisce Antigravity una piattaforma di sviluppo agentico. Il suo obiettivo è spostare il lavoro del programmatore da una sequenza di singoli prompt a una gestione per attività: lo sviluppatore assegna un compito, l’agente studia il progetto, propone un piano, esegue le modifiche e produce elementi che permettono di controllare ciò che è stato fatto.

L’agente può operare su più superfici dello stesso flusso di sviluppo:

  • editor, per leggere e modificare il codice;
  • terminale, per eseguire comandi, build e test;
  • browser, per controllare il comportamento dell’applicazione;
  • Artifacts, per mostrare piani, differenze nel codice, schermate e registrazioni;
  • workspace, per comprendere il contesto e i file del progetto.

Il punto centrale non è quindi la semplice generazione di codice, ma la capacità di coordinare attività diverse all’interno di un processo verificabile.

Antigravity 2.0 e Antigravity IDE: quali differenze ci sono

L’ecosistema attuale comprende due esperienze complementari che è utile non confondere.

SoluzioneFunzione principaleQuando è più adatta
Antigravity 2.0Centro di controllo autonomo per avviare, monitorare e coordinare più agentiAttività parallele, processi asincroni, progetti differenti e lavori di lunga durata
Antigravity IDEAmbiente di sviluppo completo con editor, pannello agente, terminale e strumenti di revisioneProgrammazione diretta, debugging, controllo dei file e interazione continua con il codice

Antigravity 2.0 adotta una prospettiva più ampia: il progetto diventa l’ambiente nel quale assegnare attività e controllare agenti che possono lavorare anche in parallelo. L’IDE conserva invece l’esperienza familiare dello sviluppo tradizionale, aggiungendo un agente contestuale e strumenti di automazione.

Google ha inoltre esteso le capacità di Antigravity ad altri editor attraverso integrazioni dedicate. Questo indica una strategia precisa: offrire sia un ambiente agentico completo sia la possibilità di portare gli agenti negli strumenti che gli sviluppatori utilizzano già.

Come funziona un flusso di sviluppo agentico

Un flusso tipico con Google Antigravity può essere sintetizzato in sei passaggi.

1. Definizione dell’obiettivo

Lo sviluppatore non deve necessariamente specificare ogni singola modifica. Può descrivere un risultato, per esempio aggiungere una funzione, correggere un errore o migliorare un’interfaccia.

2. Analisi del progetto

L’agente esamina i file disponibili, individua dipendenze e componenti coinvolti e costruisce il contesto necessario per intervenire.

3. Piano di implementazione

Per le attività più articolate viene prodotto un piano strutturato. Questa fase permette di correggere l’approccio prima che le modifiche vengano applicate.

4. Esecuzione

L’agente modifica i file, utilizza il terminale, installa eventualmente le dipendenze autorizzate ed esegue i comandi necessari.

5. Verifica

Oltre ai test tradizionali, l’agente può aprire l’applicazione nel browser e controllarne il comportamento. Nei progetti con interfaccia grafica questa capacità è particolarmente interessante, perché consente di individuare problemi che non emergono da una semplice compilazione.

6. Revisione umana

Il programmatore controlla il piano, le differenze nel codice e le prove prodotte. Può approvare il risultato oppure fornire indicazioni puntuali per correggere il lavoro.

Questo modello non elimina la responsabilità dello sviluppatore. Al contrario, rende ancora più importante saper definire requisiti, riconoscere un’implementazione corretta e verificare gli effetti delle modifiche.

Cosa sono gli Artifacts

Gli Artifacts sono documenti e materiali strutturati attraverso i quali l’agente comunica il lavoro svolto. Possono includere:

  • elenchi delle attività;
  • piani di implementazione;
  • differenze tra versioni del codice;
  • diagrammi architetturali;
  • schermate dell’applicazione;
  • registrazioni delle prove nel browser;
  • riepiloghi finali delle modifiche.

La loro funzione principale è ridurre il divario di fiducia tra ciò che l’agente dichiara di aver fatto e ciò che è possibile verificare. Leggere centinaia di chiamate a strumenti sarebbe poco pratico; controllare un piano, un diff e una registrazione del risultato è molto più immediato.

Gli Artifacts consentono anche di intervenire prima che l’agente proceda nella direzione sbagliata. Il programmatore può commentare il piano, restringere l’ambito della modifica, indicare una tecnologia differente o chiedere una nuova verifica.

Agentic QA: perché i test visivi sono importanti

Con Agentic QA si può descrivere un processo nel quale l’agente non si limita a scrivere il codice, ma prova anche a verificarne autonomamente il funzionamento.

In un’applicazione web, per esempio, può:

  1. avviare il progetto in locale;
  2. aprire la pagina nel browser;
  3. interagire con pulsanti e moduli;
  4. osservare il risultato sullo schermo;
  5. acquisire schermate o registrazioni;
  6. correggere eventuali problemi e ripetere la prova.

Questo approccio non sostituisce test unitari, test di integrazione, controlli di sicurezza e validazione umana. Aggiunge però un ulteriore livello di verifica, molto utile quando il risultato dipende dal comportamento visibile dell’interfaccia.

La differenza rispetto alla semplice generazione automatica è proprio qui: l’agente deve dimostrare che la funzione non solo esiste nel codice, ma produce un risultato coerente nell’applicazione.

Google Antigravity vs Claude Code

Google Antigravity e Claude Code appartengono alla stessa evoluzione verso lo sviluppo assistito da agenti, ma nascono con impostazioni differenti.

AspettoGoogle AntigravityClaude Code
Esperienza principalePiattaforma visuale e IDE agenticoAgente di coding fortemente orientato al terminale
Modalità di lavoroEditor, terminale, browser, Artifacts e coordinamento di agentiInterazione diretta con repository, comandi e workflow da riga di comando
Controllo del risultatoForte enfasi su piani, diff, screenshot e registrazioniForte enfasi sul flusso operativo nel terminale e sull’integrazione con strumenti di sviluppo
Punto di forzaOrchestrazione visuale e verifica dell’interfacciaRapidità e naturale integrazione nei workflow tecnici esistenti
Profilo idealeChi vuole coordinare attività complesse mantenendo una visione grafica del processoChi lavora abitualmente da terminale e cerca un agente flessibile e componibile

Non esiste un vincitore assoluto. La scelta dipende dal progetto e dal metodo di lavoro. Antigravity può risultare più immediato quando contano la supervisione visuale, il browser e la gestione di più agenti. Claude Code può essere preferibile quando il terminale è il centro del flusso di sviluppo o quando si vogliono integrare rapidamente automazioni, script e pipeline.

Il confronto, inoltre, cambia rapidamente perché entrambe le piattaforme continuano a evolversi. È quindi più utile valutare attività reali che confrontare soltanto l’elenco delle funzioni.

Quando Google Antigravity può essere utile

Google Antigravity può offrire vantaggi concreti in diversi scenari:

  • sviluppo di prototipi e applicazioni web;
  • implementazione di funzionalità distribuite su più file;
  • correzione di bug che richiedono analisi, modifica e test;
  • revisione o modernizzazione di codebase esistenti;
  • produzione di documentazione tecnica e diagrammi;
  • test delle interfacce attraverso il browser;
  • coordinamento di più attività su workspace differenti;
  • sperimentazione di processi di sviluppo basati su agenti AI.

Per aziende e professionisti, il valore non consiste soltanto nel produrre codice più velocemente. Il vantaggio potenziale è ridurre il tempo impiegato nelle attività ripetitive, mantenendo tracciabilità e momenti di approvazione umana.

Limiti e aspetti da controllare

Un agente capace di modificare file ed eseguire comandi richiede regole chiare. Prima di utilizzarlo su progetti importanti è opportuno considerare alcuni aspetti:

  • definire con precisione l’ambito del workspace;
  • verificare le autorizzazioni concesse al terminale e al browser;
  • utilizzare il controllo di versione;
  • lavorare su branch dedicate;
  • controllare dipendenze e comandi installati o eseguiti;
  • non inserire credenziali e dati sensibili nei prompt;
  • riesaminare il codice prima della distribuzione;
  • mantenere test automatici indipendenti dall’agente.

L’autonomia è utile soltanto quando è accompagnata da confini, verifiche e possibilità di interrompere o correggere il processo.

Il futuro del coding sarà agent-first?

La direzione appare chiara: il programmatore sta passando dalla scrittura manuale di ogni istruzione alla supervisione di sistemi capaci di eseguire attività sempre più articolate.

Questo non significa che conoscere il codice diventerà inutile. Per utilizzare bene strumenti come Google Antigravity occorrono competenze di architettura, debugging, sicurezza, analisi dei requisiti e controllo della qualità. Cambia però il livello al quale il professionista interviene: meno tempo sulle operazioni ripetitive, più attenzione a obiettivi, vincoli e validazione.

Il vero salto non è quindi “l’intelligenza artificiale che scrive codice”, ma la possibilità di assegnare a un agente una parte del ciclo di sviluppo e ricevere prove strutturate del lavoro svolto.

Domande frequenti su Google Antigravity

Google Antigravity è un IDE?

Antigravity è un ecosistema di sviluppo agentico. Comprende Antigravity 2.0, pensato come centro di controllo per gli agenti, e Antigravity IDE, che integra editor, terminale, browser e funzioni AI in un ambiente di sviluppo completo.

Che cosa significa agentic coding?

L’agentic coding è un approccio nel quale l’intelligenza artificiale può pianificare ed eseguire una sequenza di attività sul progetto, invece di limitarsi a suggerire singole righe di codice.

A cosa servono gli Artifacts?

Gli Artifacts rendono verificabile il lavoro dell’agente attraverso piani, diff, diagrammi, schermate, registrazioni e riepiloghi. Permettono allo sviluppatore di controllare e correggere il processo.

Google Antigravity può testare un’applicazione web?

L’agente può utilizzare editor, terminale e browser per avviare un progetto, interagire con l’interfaccia e produrre prove visive. Questi controlli devono comunque affiancare, non sostituire, i test automatici e la revisione umana.

È meglio Google Antigravity o Claude Code?

Dipende dal flusso di lavoro. Antigravity mette al centro l’orchestrazione visuale, gli Artifacts e l’interazione con il browser; Claude Code mantiene un’impostazione particolarmente adatta al terminale e ai workflow tecnici componibili.

Conclusioni

Google Antigravity mostra come gli ambienti di sviluppo stiano diventando piattaforme per coordinare agenti AI. L’elemento più interessante non è soltanto la capacità di generare codice, ma il tentativo di rendere il lavoro autonomo controllabile attraverso piani, Artifacts e verifiche visuali.

Per comprendere meglio l’interfaccia, vedere gli Artifacts in azione e approfondire il confronto con Claude Code, guarda la mia guida completa a Google Antigravity su YouTube.

Se hai già provato Antigravity, raccontami nei commenti quale attività gli hai affidato e quanto è stato affidabile il risultato.

Fonti ufficiali

Condividi l'articolo
Forse ti potrebbe interessare
L'integrazione dell'intelligenza artificiale nel software
Come e perchè potrebbe migliorare il tuo software su misura integrando anche un assistente di Chat GPT
La potenza del software su misura per le aziende
Perchè farsi sviluppare un software su misura conviene rispetto all'acquisto di un gestionale verticale che hanno tutti
Come attivare un knowledge panel di Google per la tua entità
L'importanza del pannello di conoscenza di Google per un brand
Pubblicato su Google Google
Pasquale Cimmino profile picture
Pasquale Cimmino
31/03/2026
Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5Trustindex verifica che la fonte originale della recensione sia Google.
Serietà, affidabilità, richieste perfettamente messe in pratica. Consigliatissimo e molto professionale.
Pubblicato su Google Google
Walter Migliuolo profile picture
Walter Migliuolo
31/03/2026
Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5Trustindex verifica che la fonte originale della recensione sia Google.
Grande competenza tecnica e grande disponibilità e professionalità nel fornire supporto e a suggerire le migliori soluzioni per tradurre le nostre necessità in software intuitivi e performanti.
Pubblicato su Google Google
Fabio Bisogno profile picture
Fabio Bisogno
31/03/2026
Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5Trustindex verifica che la fonte originale della recensione sia Google.
Eccellente e disponibile
Pubblicato su Google Google
Angela “chefangelina” D'Esposito profile picture
Angela “chefangelina” D'Esposito
31/03/2026
Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5Trustindex verifica che la fonte originale della recensione sia Google.
Il dott. Marco Ilardi è un professionista serio, molto preparato e affidabile. Stra consigliato.
Pubblicato su Google Google
Onofrio De Luca profile picture
Onofrio De Luca
19/03/2026
Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5Trustindex verifica che la fonte originale della recensione sia Google.
Il top!!!
Verificato da Trustindex
Il badge verificato di Trustindex è il Simbolo Universale di Fiducia. Solo le migliori aziende possono ottenere il badge verificato con un punteggio di recensione superiore a 4.5, basato sulle recensioni dei clienti degli ultimi 12 mesi. Per saperne di più
quando il mondo era senza wifi il nuovo libro di marco ilardi
E' uscito il mio nuovo libro
Quando il mondo era senza Wi-Fi

Scopri come era il mondo quando non c’era internet