Marco Ilardi

Sviluppo applicazioni web e mobile personalizzate e faccio consulenza seo per migliorare il posizionamento del tuo brand sui motori di ricerca 

Chat GPT bloccato in Italia

chatgpt disablilitato in italia dal garante della privacy
Di cosa parlo in questo articolo? Ecco tutti gli argomenti

Chat GPT l’ormai famosissimo motore di intelligenza artificiale che aveva incuriosito tutti noi addetti ai lavori del mondo digitale e non solo, è stato oggi bloccato per gli utenti residenti in Italia su disposizione del garante della privacy.

Fino a ieri sera ha funzionato ma dopo la mezzanotte provando a navigare il sito https://chat.openai.com/chat la navigazione mostra un chiaro messaggio che indica che in Italia il servizio è sospeso finché non si pronuncerà definitivamente il garante.

Il problema non si risolve neanche con la navigazione in incognito. Anche se ci sono delle alternative

Come usare Chat GPT in Italia

Come la stessa pagina di Chat GPT segnala, è possibile continuare ad utilizzare Chat GPT utilizzando una VPN che non è altro che un sistema che fa da intermediario, da schermo, tra il computer dell’utente finale e dei siti che visita, oscurando di fatto la provenienza del client.

Una soluzione possibile è scaricare ad esempio il browser Opera che integra al suo interno una VPN.

Dopo aver installato opera basta cliccare sull’ingranaggio delle impostazioni, andare in riservatezza e sicurezza ed attivare l VPN. In alto a sinistra comparirà una icona blu della VPN che di default è impostato su Europa.

E’ sufficiente scegliere ad esempio America e Chat GPT tornerà a funzionare.

Una alternativa è prendere un piccolo server da pochi dollari al mese da un fornitore tipo Contabo negli Stati Uniti o in qualunque altra nazione come ad esempio la Germania e navigare dal browser di quel pc.

Su Contabo ci sono server che partono dai sei dollari al mese.

Se invece avevate cominciato ad utilizzare Chat GPT per la creazione di contenuti, potete continuare a farlo sfruttando software per la SEO come Seozoom, che ha integrato il motore di intelligenza artificiale nel suo assistente editoriale.

A cosa serve Chat GPT?

Chat GPT è una sorta di chat a cui l’utente finale fa una domanda e lei ti fornisce una risposta, a volte giusta a volte sbagliata.

generazione di codice sorgente con chat gpt
generazione di codice sorgente con chat gpt

Poteva essere usata per vari scopi ad esempio per la creazione di contenuti anche se a volte rispondeva cose inesatte.

Io ad esempio la utilizzavo per farmi generare codice sorgente in qualsiasi linguaggio di programmazione e devo dire che funzionava molto bene.

Perché il garante della privacy ha bloccato Chat GPT?

Il garante della privacy si è espresso per il blocco di Chat GPT perché innanzitutto non prevede un filtro per i minorenni, che potendo fare domande di ogni genere al motore di intelligenza artificiale potevano venire a conoscenza di cose o fatti che avrebbero potuto alterare la propria personalità.

Il secondo motivo è che il sistema presenta delle vulnerabilità ed il 20 marzo ha subito un data breach che ha mostrato in chiaro tutti i dati degli utenti che hanno sottoscritto la versione a pagamento che consentiva di avere una priorità ed una maggiore velocità di ricezione dei risultati.

Questi utenti sono stati poi risarciti dall’azienda dietro alla quale c’è il colosso Microsoft che sta investendo miliardi in quello che finora si è rivelato il miglior motore di intelligenza artificiale presente sulla rete, nettamente superiore ad esempio a quello di Google che pure sta investendo tanto in queste nuove tecnologie.

Speriamo che Chat GPT risolva i problemi e che presto torni on line per poter essere nuovamente utilizzata.

E’ uno degli argomenti più in trend negli ultimi mesi di cui stanno parlando i migliori divulgatori in maniera molto approfondita suscitando molta discussione nella comunità degli imprenditori digitali.

Uno dei divulgatori più preparati è sicuramente il mio amico Giorgio Taverniti che ne parla spesso nei suoi podcast.

E nel frattempo?

Nel frattempo torneremo a ricercare su Google, anche se ormai abbiamo visto che chiedendo le cose ad un motore di intelligenza artificiale è tutta un altra esperienza.

Non vorrei che ci fossero manovre per così dire politiche per tagliare le gambe a questi servizi che se usati nella maniera giusta, come tutta la tecnologia, rispettando le leggi della robotica, dovrebbero essere solo un beneficio per l’umanità.

Ci si è posti un problema etico sull’utilizzo di una coscienza artificiale.

Io dico che i gruppi di ricerca sono così variegati nel mondo che non bisogna mai fermarsi.

Questo perché nella tecnologia chi si ferma è perduto ed una parte della comunità scientifica che lavora ad esempio per blocchi come la Russia o la Cina potrebbe avere ad esempio dei vantaggi militari in futuro sull’occidente che con la censura verso queste nuove tecnologie potrebbe mettere a rischio la stabilità mondiale.

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